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martedì 28 ottobre 2014

La zucca di Halloween

Uno dei ricordi più belli che ho del mio soggiorno come exchange student negli Stati Uniti è quello di quando la mia famiglia ospitante mi insegnò a intagliare la zucca per Halloween.

Quest'anno la zucca l'ho intagliata con Edo ed è stato bellissimo.
Vicini, attorno al tavolo, impegnati a scegliere la forma più adatta per gli occhi, il numero giusto di denti... 
Un momento di complicità che non appena abbiamo acceso la candela all'interno della zucca si è trasformato in magia.




Qui trovate 150 idee a cui ispirarvi per decorare le zucche; anche senza bisogno d'intagliare!

martedì 7 ottobre 2014

Gli apparecchi acustici

I medici ci hanno sempre detto che, prima o poi, Edo avrebbe avuto bisogno degli apparecchi acustici.
La sua ipoacusia è sempre stata un mistero: dato che il suo linguaggio è perfetto i dottori non si capacitavano dei risultati degli esami acustici.
A giugno però, in occasione del periodico controllo, è arrivata la fatidica notizia: l'otorino ci ha detto che non si poteva più aspettare, c'era stata una nuova perdita d'udito e gli apparecchi diventavano indispensabili.
Non avevo mai visto mio figlio così in preda allo sconforto...
Ha incominciato a piangere e ha sfogato la sua rabbia su di me tirandomi pugni sulle gambe.
Era incontenibile.
Quando sono riuscita a calmarlo gli ho chiesto perché lo spaventassero tanto gli apparecchi, se si trattasse di una questione estetica, se avesse paura di essere preso in giro.
Mi ha risposto che lui è nato così ed ha imparato a conviverci, che vuole farcela con le sue forze, non vuole qualcosa di artificiale che faccia le cose al posto suo.
Ho capito che per lui era una sconfitta.
Non gli importava cosa avrebbero pensato gli altri o se gli apparecchi si sarebbero visti; gli interessava solo che questa volta da solo non ce l'avrebbe fatta.
Per otto anni gli ho insegnato a non arrendersi davanti a niente, l'ho spronato dicendogli che con le sue mani, se lo avesse voluto e si fosse sforzato, sarebbe riuscito a fare ogni cosa e poi improvvisamente mi sono ritrovata a dirgli che da solo non ce l'avrebbe fatta a superare questa difficoltà.

Fargli "digerire la novità" è stato difficilissimo.
È stato un percorso lungo e faticoso, fatto di pianti, urla, "non voglio", "perché?"...
Ho passato notti insonni a pensare a come convincere Edo a portare gli apparecchi, a scegliere le parole giuste, a dosare dolcezza e pugno duro senza ottenere nessun risultato.

Poi quest'estate ho letto "Wonder" di R.J. Palacio; un libro bellissimo che mi ha toccata profondamente.
Ho avuto l'impressione che alcune parti del libro fossero state scritte per Edo.
Ho deciso di provare a condividere con Edo la lettura di alcuni brani che narrano proprio la reazione del protagonista, August, quando deve mettere gli apparecchi acustici.
Mi è bastato leggergli poche pagine per ottenere il beneficio del dubbio e strappargli la promessa che sì, li avrebbe almeno provati i malefici apparecchi...

A settembre Edo ha messo gli apparecchi.
Prima di entrare al centro di applicazione mi ha ricordato che lui non mi prometteva niente, si sarebbe limitato a provarli...
Non li ha più voluti togliere.
"Mamma non immaginavo che ci fosse tanta differenza! Aveva proprio ragione August!"
Ora Edo sta scoprendo un mondo nuovo fatto di tazzine che sbattono al bar, moto rumorose, clacson, scale meccaniche...
Non avevo idea che si stesse perdendo tanto.

Questo è il meraviglioso libro



E questi i brani in questione:

Sin da quando ero piccolo, i dottori hanno detto ai miei genitori che, un giorno o l'altro, avrei avuto bisogno di apparecchi acustici. Non so perché questa cosa mi ha sempre un po' spaventato [...]
Il mio udito stava peggiorando, ma non l'avevo detto a nessuno. Il rimbombo dell'oceano che sentivo dentro la testa aveva preso il sopravvento. Stava soffocando le voci delle persone, come fossi sott'acqua . Se ero seduto in uno degli ultimi banchi, non sentivo gli insegnanti. Ma mi era chiaro che se ne avessi parlato con papà e mamma, avrei finito con il dover portare gli apparecchi acustici [...]
Poi, però, nel mio controllo annuale di ottobre, al test audiologico ho fatto cilecca e il dottore se ne è uscito con un "È giunto il momento, amico". E mi ha mandato da un otorino, che mi ha preso delle impronte delle orecchie.[..]
Quando l'otorino ha tirato fuori per la prima volta gli apparecchi acustici per farli vedere a me e alla mamma, mi è uscito un gemito. "Io quegli affari non me li metto"[...]

"Non posso mettermeli, mamma" ho piagnucolato.
"Ma non si vedranno quasi" ha detto la mamma, con finta allegria [...]
"Devo davvero portare questi affari, mamma?" ho detto cercando di non piangere. "Li odio. E non servono a niente!"
"Ehi , dagli almeno un secondo, ragazzo" è intervenuto il dottore. "Non li ho nemmeno ancora accesi. aspetta di sentire la differenza: vedrai che sarai tu a volerli mettere".
"No che non vorrò!"
E dopo li ha accesi.

Come posso descrivere che cosa ho sentito quando il dottore ha acceso gli auricolari? O quello che non ho sentito, dovrei forse dire...Troppo difficile farsi venire in mente le parole. Per farla breve, non avevo più l'oceano dentro alla testa. Sparito. Riuscivo a sentire i suoni come se fossero luci che mi brillavano dentro al cervello. Era come quando ti trovi in una stanza in cui uno di quei faretti a soffitto non funzionano, ma tu non ti rendi conto di quanto è buio finché qualcuno  non cambia la lampadina e allora hai la sensazione che, uau, è così luminoso qui! Non so se esista una parola che abbia lo stesso significato di "luminoso" in termini di udito, ma vorrei conoscerne una, perché le mie orecchie ci sentivano luminosamente, adesso.
"Come ci senti, Auggie?" ha detto l'otorino. "Riesci a sentirmi bene, ragazzo?"
L'ho guardato e ho sorriso, ma non ho risposto.

"Senti qualcosa di diverso, tesoro?" ha detto la mamma.
"Non c'è bisogno che urli mamma" ho annuito felice.
"Ci senti meglio?" mi ha chiesto l'otorino.
"Non sento più nessun rumore" ho risposto. "È così tranquillo qui dentro!"
"Il rumore di sottofondo è sparito" ha confermato lui, annuendo. Mi ha guardato e mi ha strizzato l'occhio. "Te l'avevo detto che ti sarebbe piaciuto quello che avresti sentito, August"[...]

Col senno di poi, non so perché fossi così stressato all'idea. È buffo come a volte ci si preoccupi un sacco per qualcosa che poi si rivela non essere niente.

martedì 2 settembre 2014

Il burqa

Milano. Rinascente. Sabato pomeriggio.

Sono impegnata a curiosare tra gadgets vari quando i miei occhi individuano qualcosa di strano.
Inizialmente è solo una macchia nera informe. Poi, mentre mi avvicino, scorgo due occhi.
È una donna in burqa. Fin'ora le avevo viste solo in televisione o sui giornali.
Distolgo lo sguardo rapidamente e proseguo.
Alle mie spalle riconosco la vocina di Edo: "papà guarda! Un ninja!"...



giovedì 24 luglio 2014

L'arte di sapersi truccare

Non sono mai stata un'appassionata di trucco.

Diciamo che non ci ho mai perso più di 5 minuti al mattino.

Mai usato il fondotinta.

L'ombretto solo nelle serate importanti.

La norma era un velo di fard, l'irrinunciabile matita nera per la linea interna delle ciglia e poi sì, mi sbizzarrivo con il mascara e le matite colorate ma niente di più.

Poi ho scoperto lei e le cose sono cambiate.

Sarà per il viso dolce e per la sua tendenza a scegliere look sempre naturali.

Sarà che è americana e quando guardo i tutorial faccio due cose in uno (ripasso un po' d'inglese e imparo a truccarmi).

Sarà che quando ho visto il primo video sono rimasta a bocca aperta e che quando poi mi sono messa a guardae i Before and Afters non riuscivo a credere ai miei occhi.

Sarà che con l'incidente al naso ho dovuto sperimentare per mimetizzare il segno che è rimasto.

Sarà che avevo voglia di cambiare...l'unica cosa certa è che ora la mia trousse di trucchi è decisamente più fornita!

mercoledì 23 luglio 2014

Aggiornamenti

Essendo stata assente dal blog così a lungo ho ritenuto opportuno fare un breve quadro della situazione per aggiornarvi.

Edo sta bene. Ormai ha quasi 9 anni... È al mare dai nonni spagnoli da 12 giorni e io, passata la prima settimana di "Non ci posso credere!!! Sono in vacanza!!!", conto i giorni che ci separano (3...). Ha avuto una bellissima pagella, ha imparato a suonare il flauto traverso, a nuoto è finalmente passato alla piscina "dei grandi" (riuscendo a sopravvivere alla temperatura più bassa dell'acqua che a lungo ci aveva impedito il passaggio causa mancanza di strato di grasso protettivo che provocava immediati brividi e labbra viola...), è diventato bravissimo a yoga. A fine agosto inizierà la terapia con l'ormone della crescita. A settembre metterà gli apparecchi acustici. Nessuna delle due cose gli va giù ma il tema merita un post a parte. A volte mi stupisco di quanto sia maturo, forte e coraggioso; a volte gli spaccherei la testolina cocciuta che si ritrova.

Io sto bene. Ho finalmente superato la soglia della magrezza eccessiva e dopo anni passati a lottare per prendere peso ora lotto per non prenderne di più (non siamo mai contenti). Il mio naso è decisamente migliorato ma resta una macchia rossa che è l'incubo di mio marito (forse perché gli ricorda continuamente l'accaduto). 

Negli ultimi tre mesi siamo stati a Roma, in Colombia e a Malta e presto partiremo per la Sardegna. Viaggiare mi è sempre piaciuto, è una delle passioni che ho in comune con mio marito e poter iniziare Edo all'amore per i viaggi è una soddisfazione immensa.

Spero di aver colmato qualche vuoto. I dettagli poco a poco...

lunedì 21 luglio 2014

"Sei mesi sette giorni": che cosa farebbe ciascuno di noi?





Immagina di essere seduta al cinema. Il tuo unico momento di svago. La tua unica via di fuga da una quotidianità fatta di coprifuoco, allarmi antibomba e razionamenti. Una ragazza ti si avvicina e ti scongiura di dire che siete lì insieme, cosa faresti? Cosa faresti se ti si mettesse davanti alla possibilità di salvare una vita? Cosa faresti se salvare quella vita significasse mettere in pericolo la tua e quella dei tuoi cari?

Sigrid  vive nella Berlino del 1943. Incarna l'ideale della perfetta moglie ariana, con un marito al fronte e una suocera che la considera colpevole di tutto ciò che non le va a genio. Improvvisamente due incontri sconvolgono la sua vita e Sigrid non può più essere la stessa. Si trova a prendere decisioni che mettono in questione tutti i suoi principi, che mettono in pericolo la sua vita e quella di chi le è vicino.

Un bellissimo libro, di quelli che ti tengono col fiato sospeso fino all'ultimo e che ti lasciano con la testa piena di domande.

mercoledì 15 gennaio 2014

Basta trovare la strada giusta

Oggi a scuola la classe di Edoardo inizierà a suonare il flauto.
Quando il maestro ha dato la notizia ai bambini Edo è tornato a casa entusiasta.
Naturalmente lui il problema delle dita non se l'è nemmeno posto.
Già da anni mi interrogavo su come avremmo risolto la questione delle lezioni di flauto durante gli anni della scuola media ma mi sono trovata ad affrontare il problema prima del previsto, in terza elementare...
Per fortuna il maestro di musica di mio figlio è una persona unica e meravigliosa e ha subito trovato una soluzione: Edo non suonerà il flauto dolce ma il flauto traverso.
Per la precisione questo flauto traverso, fatto apposta per i bambini perché più leggero e più corto.
Se poi ci saranno da effettuare ulteriori modifiche dello strumento si faranno.
Certo il costo non è quello di un flauto dolce ma a noi si è aperto un mondo, quello della musica, che temevamo esserci in gran parte precluso.
Edo è al settimo cielo.
Il maestro di musica mi ha anche mandato questo video...


Mai perdersi d'animo. Basta volerlo e una strada alternativa si trova...




martedì 15 ottobre 2013

Ricordi di un'estate...

Breve nota introduttiva:
per quelli di voi che hanno deciso di leggere questo post nella speranza che rievocasse atmosfere di vacanza, tranquillità e raggi caldi sulla pelle mentre la temperatura esterna invita ad accendere i termosifoni...sappiate che in questo post non troverete nulla del genere.



Infatti la mia non è stata una vacanza ma una reclusione e il sole l'ho visto solo da lontano...

Quest'estate che tanto attendevo e che prometteva di cancellare mesi bui e tristi mi ha subito tradita.

Poco prima della nostra consueta partenza per la Spagna, ci siamo concessi una scappata sul lago di Como, ad accompagnare "Marito vado dove mi porta il vento".

La giornata era splendida, il cielo e la spiaggia pieni di kitesurf colorati.

Io ed Edo ci siamo messi in disparte, lontano dal caos dei kite che si alzavano e si abbassavano.

Ci siamo goduti un pranzo con vista sul lago e abbiamo fatto amicizia con un bimbo che ha coinvolto Edo in una partita a calcio.

Da brava mogliettina premurosa ho deciso che forse era il caso di controllare che fine avesse fatto il mio disperso marito....

Proprio quando sono riuscita ad individuarlo tra la miriade di kite sparpagliati sulla sabbia sulle pietre e lui ha alzato il suo sguardo su di me, un kitesurfista ha perso il controllo del proprio kite ed è stato trascinato lungo la spiaggia.

Indovinate dov'è andato a finire il kite con kitesurfista incluso?

Ma addosso a me naturalmente!!!

Prima sono arrivate le corde del kite che mi sono finite in bocca ma un urlo di mio marito ha fatto sì che reagissi e me le togliessi, peccato che siano salite sul naso...Intanto è arrivato il kitesurfista trascinato dalla vela e mi si è schiantato addosso proiettandomi in aria per poi proseguire la sua corsa mentre io piombavo per terra come una bambola di pezza.

Ancora incapace di capire cosa fosse successo esattamente, ho cercato di rialzarmi ma il braccio su cui facevo leva faceva male. In men che non si dica mi sono ritrovata addosso mio marito che mi teneva una mano sul naso e urlando insulti in tutte le lingue a lui conosciute mi intimava di non muovermi.

Un capannello di gente si è rapidamente formato intorno a me. Da non so dove sono spuntate delle garze. Le mie richieste di spiegazioni a mio marito cadevano nel vuoto. A un certo punto ho pensato di essere rimasta senza naso e mi dicevo "toh guarda, non fa neanche così male e poi respiro bene!". Finalmente un'anima pia si è degnata di tranquillizzarmi dicendomi che avevo una piccola ferita sul naso; naturalmente ha rischiato di essere mangiata da mio marito che non concordava con il "piccola ferita"...

Poi è spuntato Lui, Il chirurgo plastico, che avendo assistito alla scena è corso in mio soccorso. Mi ha tranquillizzata, medicata come ha potuto e infilata su un'ambulanza con la raccomandazione "fatti mettere le garze grasse!!!"(Le garze grasse sono diventate il nostro incubo per i successivi 2 mesi...C'era chi diceva di metterle, chi di toglierle, chi di cambiarle ogni 3 giorni, chi ogni 10...insomma, il delirio...).

Fatto sta che mi hanno medicata in prontosoccorso, mi hanno legato un braccio al collo, mi hanno fatto qualche radiografia e mi hanno detto che non avevo più la glabella del naso quindi dovevo cercarmi un bravo chirurgo estetico.

Risultato, un'estate di bende, medicazioni e pareri medici contrastanti(operiamo ora/dopo, facciamo un inserto di pelle della fronte/sedere/orecchio, aspettiamo che cicatrizzi, mettiamo il cortisone, mettiamo l'acido ialuronico). Su una cosa sola concordavano tutti:  niente sole nemmeno con protezione totale, con cappello e ombrellone per i primi sei mesi e poi protezione totale per un anno.

Per due mesi mi sono trasformata in un vampiro. in Spagna uscivo solo al calar del sole...

I nostri programmi estivi sono sfumati in un attimo.

Ora però sto bene.
Devo solo tenere il cerotto per altri 6 mesi...
Almeno il mio naso ha deciso di cicatrizzare da solo, onde evitare operazioni, e il buco che mi era rimasto si è lentamente riempito. Le labbra sono sgonfiate e hanno espulso un pezzo della corda del kite che mi era rimasta dentro. Il braccio è andato a posto subito, ematomi e croste a parte.

Marito kitesurfista non ha dormito per due mesi e ha ancora gli incubi su quello che è successo o che sarebbe potuto succedere, soprattutto se Edo fosse stato con me..

Per informazioni su come organizzare un'estate come la mia, non esitate a contattarmi!

mercoledì 11 settembre 2013

Nuove generazioni - Nuovi detti

Edo: "Mamma! Guarda quante nuvole!"

Sunshine: "Cielo a pecorelle..."

... (in attesa che lui completi la frase)

Edo: "...pioggia di polpette...?"



mercoledì 20 marzo 2013

Lacrime e risate

Quando amica A. mi ha dato la notizia ho sentito un tuffo al cuore e le lacrime che si facevano cammino giù per la guancia...

Lacrime di felicità per lei che finalmente avrà quel secondo figlio tanto desiderato, per suo marito che non ha mai smesso di sperare, per la loro bambina e compagna di Edo che sapevo sarebbe stata al settimo cielo.

 Ma anche lacrime d'infinita tristezza per me che di bambini non ne avrò più.

La mia reazione mi ha sorpresa perché il mio non avere più figli non è dovuto a un'impossibilità ma a una scelta razionale e a lungo ponderata: "il cuore ha ragioni che la ragione non conosce"...

Naturalmente amica A. ha dovuto dare la notizia alla primogenita che è l'amichetta del cuore di Edo, amichetta S.

Amichetta S. in preda all'entusiasmo e nonostante le raccomandazioni della mamma di mantenere la notizia il più segreta possibile (perché è ancora molto presto), ha deciso di confidarsi con alcune sue compagne, specificando che si trattava di un segreto segretissimo, una cosa intima e familiare.

Ma una delle compagne ha pensato bene di divulgare la notizia e in men che non si dica l'intera classe ne ha preso atto.

Amichetta S. è rimasta molto turbata dal fatto e ha pianto in classe, dispiaciuta perché sentiva di aver fatto un torto alla madre e ferita per la pugnalata alle spalle.

Curiosa della reazione di Edo alla notizia, cerco d'indagare, stando sul vago...

"Edo, è vero che oggi amichetta S. ha pianto in classe?"
"Sì mamma, perché ha detto un segreto alle sue amiche e una è andata a dirlo a tutti! È una cosa bruttissima, non si fa!"
"Oh, mi dispiace, amichetta S. ci sarà rimasta molto male...mah...che segreto era?"
"Ma boh, non ho capito bene, che sua mamma è in Cina..."
"????In Cina???!!!! In Cina nooo!!! Incinta!!!"



giovedì 14 febbraio 2013

San Valentino


La nostra giornata è iniziata così


A scuola Edo avrà trovato questo


                                                     Un pensiero per un'amichetta speciale

E uno per tutti i compagni
Per realizzarlo abbiamo preso spunto da questa idea di Martha Stewart e l'abbiamo personalizzata a modo nostro aggiungendo all'interno caramelle a forma di cuore.

Se siete ancora alla ricerca di un'idea per San Valentino fate un salto qui!

Un'idea carina è anche riempire un barattolo di vetro di dolcetti o altro e decorarlo a tema. Quello qui sotto, ad esempio, era un pensierino per un compleanno.


mercoledì 6 febbraio 2013

Sempre meglio mettere le cose in chiaro...



Biglietto di una compagna e grande amica ad Edo.

Lei gli scrive "Tu mi vuoi bene?" e lui fa la crocetta sul sì ma poi puntualizza: "Sì ma non ti amo, sei la mia migliore amica"

Ma tu guarda che fetente...

martedì 5 febbraio 2013

So cosa faremo oggi: il gioco dei mimi



L'intramontabile gioco dei mimi. Così semplice da poterne fare una versione casalinga.

Normalmente ci si divide in squadre e il gioco consiste nel far indovinare ai propri compagni di squadra delle parole limitandosi ai gesti e alla mimica: suoni e linguaggio parlato sono proibiti. Ancora più divertente è giocare con un tempo limite, aiutati da una clessidra o un cronometro: quante parole riusciremo a far indovinare alla nostra squadra prima che scada il tempo?

Il gioco è comunque adattabile a due soli giocatori ammesso che entrambi siano d'accordo sul facilitare il più possibile l'avversario e non cerchino di depistarlo per evitare che indovini e perda punti... Anche in questo caso vince chi indovina più parole nel tempo dato oppure chi per primo scopre le 5 parole misteriose.

Innanzitutto bisogna individuare le categorie che volete mimare, tenendo presente le capacità dei vostri figli (devono essere personaggi che conoscono bene, termini di uso quotidiano...) e scrivere le parole misteriose su strisce di carta che il mimo di turno pescherà di volta in volta nascondendole agli occhi degli altri.

 Io ho preparato i bigliettini insieme ad Edo e abbiamo scelto le seguenti categorie: animali (leone, cane, serpente, gatto, struzzo...), azioni (svitare, leggere, lavarsi, scrivere...), personaggi dei libri/cartoni (La Bella Addormentata, Pinocchio, Biancaneve, Robin Hood...) e lavori (contadino, cuoco, vigile...)..

A mano a mano che si diventa abili nel gioco si può aumentare la difficoltà e inserire nuove categorie o nuove parole misteriose. 

Per rendere il tutto più ufficiale e più divertente, noi abbiamo deciso di procurarci anche un contenitore per le parole misteriose. Abbiamo preso un barattolo di nutella vuoto e l'abbiamo decorato con la scritta "I MIMI" fatta con i colori per il vetro.

Ora non vi resta che fare pratica, buon divertimento!!!

lunedì 4 febbraio 2013

La sindrome dell'abbandono

Le mie amiche dicono che sono affetta dalla sindrome dell'abbandono.

Non mi ammalo mai ma ogni volta che i miei genitori partono per un viaggio mi viene la febbre a 39, le placche in gola oppure vomito l'anima...

Meglio ancora se la partenza dei miei coincide con un viaggio di lavoro di mio marito, allora in quell'occasione sfoggio proprio il meglio di me stessa...

Pare che anche mio figlio soffra di sindrome dell'abbandono.

Considerato che io avevo 39 di febbre e che un'amica si è gentilmente offerta di accompagnarlo lei a scuola onde evitarmi uscite inopportune, ha pensato bene di sfracellarsi contro una finestra (nel tentativo di non calpestare un compagno disteso per terra) tagliandosi labbro superiore e inferiore.

Pare che anche i  miei soffrano di sindrome dell'abbandono (loro in quanto abbandonatori e non abbandonati...) e infatti hanno pensato di finire sotto un tir in Kenya. Fortunatamente se la sono cavata solo con qualche ammaccatura e un grande spavento.

Pare che  la presenza di capelli bianchi sulla mia testa sta aumentando.

Questo è un dato di fatto.

martedì 4 dicembre 2012

Aspettando Natale: libri

                                                         
                                                        Il mondo segreto di Babbo Natale





                                                          How the Grinch Stole Christmas


                                                                        Polar Express




                                                                   Rover salva il Natale



                                                     Nocedicocco: Natale sull'isola dei draghi





                                                                          Rudolph



                                                                  Caro Babbo Natale


lunedì 3 dicembre 2012

Piccoli pensieri natalizi sotto i 20 euro


Riprendere il controllo del mio blog si sta rivelando più difficile del previsto... Fortunatamente il Natale è fonte di molteplici spunti. Ho pensato di condividere con voi qualche idea che ho trovato simpatica come pensierino di natale con cui accompagnare gli auguri, spero possiate trarne spunto.

  
                                                                    Appendi borsa



                                                              Portachiavi - portagettone




                                                                   Profumatore auto








                                                                     Scaldamani

                                                              Portachiavi che abbaia

martedì 16 ottobre 2012

Autunno











Grazie a tutti per le mail e i commenti. Credo che presto sarò di nuovo tra di voi   : )

martedì 28 agosto 2012

Mood of the day...



"You think you've made it everything is going so fine
But then appears someone who wanna
Tear you down
Wanna rip you off those few nice things you've found
When and if you hit the ground.
Then it's falling kinda hard"

È così che mi sento ultimamente.

Pensavo di essere riuscita ad arrivare a una mia stabilità, fatta di certezze e punti di riferimento ma improvvisamente tutto è crollato e mi sento trascinare verso il fondo.

Annaspo per restare a galla ma è come se avessi un sasso legato a un piede che mi tira giù e la luce della superficie sembra sempre più lontana.

Non mi resta che aspettare di toccare il fondo e poi forse potrò risalire...

venerdì 20 luglio 2012

Disavventure estive

Dovrei essere al mare.

Dovrei essere con mio figlio.

Dovrei essere spensierata.


Invece no.

La mia estate non è iniziata esattamente nel migliore dei modi.

A metà giugno, mentre ero piegata per infilare i piatti nella lavastoviglie ho pensato bene di starnutire e ho avvertito un forte dolore sopra l'ombelico, accompagnato dalla comparsa di una protuberanza.

Massaggiandomi, la protuberanza è scomparsa e passato il dolore non ho più pensato all'episodio.

Però...con il passare dei giorni ho incominciato a sentirmi strana, con la pancia sotto sopra, poi sono comparsi dolore e bruciore di stomaco, seguiti da inappetenza e insonnia.

In una settimana ho perso quattro chili.

In vista della mia imminente partenza ho deciso di vedere un altro medico (avevo già visto il sostituto della mia dottoressa che mi aveva liquidata con un "potrebbe essere un'ernia, aspettiamo un po'").

Diagnosi: gastrite e probabile ernia ombelicale. (Una cosa sola non bastava)

Mi faccio un giretto in ospedale per scartare l'ipotesi che si tratti di un principio di strozzamento dell'ernia, visto che sto da cani.

Mi dicono che l'ernia c'è e che deve'essere asportata chirurgicamente al più presto visti i sintomi che presento e che mi conviene scordarmi le vacanze onde evitare ricoveri d'urgenza.

Chiedo di poter portare Edo in Spagna dai nonni e tornare per fare l'operazione, in  modo che almeno lui possa godersi le vacanze.

Parto sabato sera, lascio Edo in Spagna e torno domenica mattina.

Intanto inizio il trattamento per la gastrite.

Con i medicinali miglioro velocemente e riprendo a mangiare e finalmente a dormire.

Mercoledì mi rivedono per fissare la data dell'operazione e cosa mi dicono?

CHE NON MI OPERANO PIÙ...

Quindi: non sono al mare, non sono con mio figlio, non sono spensierata (metti che mi ritornano i dolori quando riparto!)

Ma bisogna sempre trovare il lato positivo di ogni situazione:
-mi sono risparmiata una cicatrice sulla pancia
-gli eventi mi hanno portata a prendere una decisione che mai e poi mai credevo avrei preso: lasciare mio figlio da solo in Spagna
-io e mio marito possiamo fare i fidanzatini ed è sorprendentemente bello

Se vi state chiedendo come sta Edo in tutto questo, vi dico solo che quando telefono mi dice che ha da fare...quindi, invece di ripartire subito, ho deciso che la vita da fidanzatini mi piace proprio e che posso aspettare che parta con me anche mio marito a metà della prossima settimana.

Non tutto il male viene per nuocere...

venerdì 6 luglio 2012

Venerdì del libro :"Il trattamento ridarelli"




Avete mai sentito parlare del "trattamento ridarelli"? 

Di certo ,d'ora in poi, se mi capiterà di pestare una cacca, non mi preoccuperò più delle scarpe sporche e non me la prenderò con la sfortuna che mi perseguita o con i padroni dei cani che non raccolgono i bisogni dei loro amici a quattro zampe ma m'interrogherò sul motivo per cui proprio io ho pestato quella cacca...

Calpestare una cacca dopo aver letto "Il trattamento ridarelli" non sarà più la stessa cosa!!!

Un libretto esilarante che ci ha tenuti con il fiato sospeso fino alla fine tra divagazioni strampalate e capitoli dal titolo improbabile.

Consigliatissimo!!!

Questo post partecipa al Venerdì del libro.

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