I medici ci hanno sempre detto che, prima o poi, Edo avrebbe avuto bisogno degli apparecchi acustici.
La sua ipoacusia è sempre stata un mistero: dato che il suo linguaggio è perfetto i dottori non si capacitavano dei risultati degli esami acustici.
A giugno però, in occasione del periodico controllo, è arrivata la fatidica notizia: l'otorino ci ha detto che non si poteva più aspettare, c'era stata una nuova perdita d'udito e gli apparecchi diventavano indispensabili.
Non avevo mai visto mio figlio così in preda allo sconforto...
Ha incominciato a piangere e ha sfogato la sua rabbia su di me tirandomi pugni sulle gambe.
Era incontenibile.
Quando sono riuscita a calmarlo gli ho chiesto perché lo spaventassero tanto gli apparecchi, se si trattasse di una questione estetica, se avesse paura di essere preso in giro.
Mi ha risposto che lui è nato così ed ha imparato a conviverci, che vuole farcela con le sue forze, non vuole qualcosa di artificiale che faccia le cose al posto suo.
Ho capito che per lui era una sconfitta.
Non gli importava cosa avrebbero pensato gli altri o se gli apparecchi si sarebbero visti; gli interessava solo che questa volta da solo non ce l'avrebbe fatta.
Per otto anni gli ho insegnato a non arrendersi davanti a niente, l'ho spronato dicendogli che con le sue mani, se lo avesse voluto e si fosse sforzato, sarebbe riuscito a fare ogni cosa e poi improvvisamente mi sono ritrovata a dirgli che da solo non ce l'avrebbe fatta a superare questa difficoltà.
Fargli "digerire la novità" è stato difficilissimo.
È stato un percorso lungo e faticoso, fatto di pianti, urla, "non voglio", "perché?"...
Ho passato notti insonni a pensare a come convincere Edo a portare gli apparecchi, a scegliere le parole giuste, a dosare dolcezza e pugno duro senza ottenere nessun risultato.
Poi quest'estate ho letto "Wonder" di R.J. Palacio; un libro bellissimo che mi ha toccata profondamente.
Ho avuto l'impressione che alcune parti del libro fossero state scritte per Edo.
Ho deciso di provare a condividere con Edo la lettura di alcuni brani che narrano proprio la reazione del protagonista, August, quando deve mettere gli apparecchi acustici.
Mi è bastato leggergli poche pagine per ottenere il beneficio del dubbio e strappargli la promessa che sì, li avrebbe almeno provati i malefici apparecchi...
A settembre Edo ha messo gli apparecchi.
Prima di entrare al centro di applicazione mi ha ricordato che lui non mi prometteva niente, si sarebbe limitato a provarli...
Non li ha più voluti togliere.
"Mamma non immaginavo che ci fosse tanta differenza! Aveva proprio ragione August!"
Ora Edo sta scoprendo un mondo nuovo fatto di tazzine che sbattono al bar, moto rumorose, clacson, scale meccaniche...
Non avevo idea che si stesse perdendo tanto.
Questo è il meraviglioso libro
E questi i brani in questione:
Sin da quando ero piccolo, i dottori hanno detto ai miei genitori che, un giorno o l'altro, avrei avuto bisogno di apparecchi acustici. Non so perché questa cosa mi ha sempre un po' spaventato [...]
Il mio udito stava peggiorando, ma non l'avevo detto a nessuno. Il rimbombo dell'oceano che sentivo dentro la testa aveva preso il sopravvento. Stava soffocando le voci delle persone, come fossi sott'acqua . Se ero seduto in uno degli ultimi banchi, non sentivo gli insegnanti. Ma mi era chiaro che se ne avessi parlato con papà e mamma, avrei finito con il dover portare gli apparecchi acustici [...]
Poi, però, nel mio controllo annuale di ottobre, al test audiologico ho fatto cilecca e il dottore se ne è uscito con un "È giunto il momento, amico". E mi ha mandato da un otorino, che mi ha preso delle impronte delle orecchie.[..]
Quando l'otorino ha tirato fuori per la prima volta gli apparecchi acustici per farli vedere a me e alla mamma, mi è uscito un gemito. "Io quegli affari non me li metto"[...]
"Non posso mettermeli, mamma" ho piagnucolato.
"Ma non si vedranno quasi" ha detto la mamma, con finta allegria [...]
"Devo davvero portare questi affari, mamma?" ho detto cercando di non piangere. "Li odio. E non servono a niente!"
"Ehi , dagli almeno un secondo, ragazzo" è intervenuto il dottore. "Non li ho nemmeno ancora accesi. aspetta di sentire la differenza: vedrai che sarai tu a volerli mettere".
"No che non vorrò!"
E dopo li ha accesi.
Come posso descrivere che cosa ho sentito quando il dottore ha acceso gli auricolari? O quello che non ho sentito, dovrei forse dire...Troppo difficile farsi venire in mente le parole. Per farla breve, non avevo più l'oceano dentro alla testa. Sparito. Riuscivo a sentire i suoni come se fossero luci che mi brillavano dentro al cervello. Era come quando ti trovi in una stanza in cui uno di quei faretti a soffitto non funzionano, ma tu non ti rendi conto di quanto è buio finché qualcuno non cambia la lampadina e allora hai la sensazione che, uau, è così luminoso qui! Non so se esista una parola che abbia lo stesso significato di "luminoso" in termini di udito, ma vorrei conoscerne una, perché le mie orecchie ci sentivano luminosamente, adesso.
"Come ci senti, Auggie?" ha detto l'otorino. "Riesci a sentirmi bene, ragazzo?"
L'ho guardato e ho sorriso, ma non ho risposto.
"Senti qualcosa di diverso, tesoro?" ha detto la mamma.
"Non c'è bisogno che urli mamma" ho annuito felice.
"Ci senti meglio?" mi ha chiesto l'otorino.
"Non sento più nessun rumore" ho risposto. "È così tranquillo qui dentro!"
"Il rumore di sottofondo è sparito" ha confermato lui, annuendo. Mi ha guardato e mi ha strizzato l'occhio. "Te l'avevo detto che ti sarebbe piaciuto quello che avresti sentito, August"[...]
Col senno di poi, non so perché fossi così stressato all'idea. È buffo come a volte ci si preoccupi un sacco per qualcosa che poi si rivela non essere niente.
Pagine
Visualizzazione post con etichetta Noi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Noi. Mostra tutti i post
martedì 7 ottobre 2014
martedì 2 settembre 2014
Il burqa
Milano. Rinascente. Sabato pomeriggio.
Sono impegnata a curiosare tra gadgets vari quando i miei occhi individuano qualcosa di strano.
Inizialmente è solo una macchia nera informe. Poi, mentre mi avvicino, scorgo due occhi.
È una donna in burqa. Fin'ora le avevo viste solo in televisione o sui giornali.
Distolgo lo sguardo rapidamente e proseguo.
Alle mie spalle riconosco la vocina di Edo: "papà guarda! Un ninja!"...
Sono impegnata a curiosare tra gadgets vari quando i miei occhi individuano qualcosa di strano.
Inizialmente è solo una macchia nera informe. Poi, mentre mi avvicino, scorgo due occhi.
È una donna in burqa. Fin'ora le avevo viste solo in televisione o sui giornali.
Distolgo lo sguardo rapidamente e proseguo.
Alle mie spalle riconosco la vocina di Edo: "papà guarda! Un ninja!"...
mercoledì 20 marzo 2013
Lacrime e risate
Quando amica A. mi ha dato la notizia ho sentito un tuffo al cuore e le lacrime che si facevano cammino giù per la guancia...
Lacrime di felicità per lei che finalmente avrà quel secondo figlio tanto desiderato, per suo marito che non ha mai smesso di sperare, per la loro bambina e compagna di Edo che sapevo sarebbe stata al settimo cielo.
Ma anche lacrime d'infinita tristezza per me che di bambini non ne avrò più.
La mia reazione mi ha sorpresa perché il mio non avere più figli non è dovuto a un'impossibilità ma a una scelta razionale e a lungo ponderata: "il cuore ha ragioni che la ragione non conosce"...
Naturalmente amica A. ha dovuto dare la notizia alla primogenita che è l'amichetta del cuore di Edo, amichetta S.
Amichetta S. in preda all'entusiasmo e nonostante le raccomandazioni della mamma di mantenere la notizia il più segreta possibile (perché è ancora molto presto), ha deciso di confidarsi con alcune sue compagne, specificando che si trattava di un segreto segretissimo, una cosa intima e familiare.
Ma una delle compagne ha pensato bene di divulgare la notizia e in men che non si dica l'intera classe ne ha preso atto.
Amichetta S. è rimasta molto turbata dal fatto e ha pianto in classe, dispiaciuta perché sentiva di aver fatto un torto alla madre e ferita per la pugnalata alle spalle.
Curiosa della reazione di Edo alla notizia, cerco d'indagare, stando sul vago...
"Edo, è vero che oggi amichetta S. ha pianto in classe?"
"Sì mamma, perché ha detto un segreto alle sue amiche e una è andata a dirlo a tutti! È una cosa bruttissima, non si fa!"
"Oh, mi dispiace, amichetta S. ci sarà rimasta molto male...mah...che segreto era?"
"Ma boh, non ho capito bene, che sua mamma è in Cina..."
"????In Cina???!!!! In Cina nooo!!! Incinta!!!"

Lacrime di felicità per lei che finalmente avrà quel secondo figlio tanto desiderato, per suo marito che non ha mai smesso di sperare, per la loro bambina e compagna di Edo che sapevo sarebbe stata al settimo cielo.
Ma anche lacrime d'infinita tristezza per me che di bambini non ne avrò più.
La mia reazione mi ha sorpresa perché il mio non avere più figli non è dovuto a un'impossibilità ma a una scelta razionale e a lungo ponderata: "il cuore ha ragioni che la ragione non conosce"...
Naturalmente amica A. ha dovuto dare la notizia alla primogenita che è l'amichetta del cuore di Edo, amichetta S.
Amichetta S. in preda all'entusiasmo e nonostante le raccomandazioni della mamma di mantenere la notizia il più segreta possibile (perché è ancora molto presto), ha deciso di confidarsi con alcune sue compagne, specificando che si trattava di un segreto segretissimo, una cosa intima e familiare.
Ma una delle compagne ha pensato bene di divulgare la notizia e in men che non si dica l'intera classe ne ha preso atto.
Amichetta S. è rimasta molto turbata dal fatto e ha pianto in classe, dispiaciuta perché sentiva di aver fatto un torto alla madre e ferita per la pugnalata alle spalle.
Curiosa della reazione di Edo alla notizia, cerco d'indagare, stando sul vago...
"Edo, è vero che oggi amichetta S. ha pianto in classe?"
"Sì mamma, perché ha detto un segreto alle sue amiche e una è andata a dirlo a tutti! È una cosa bruttissima, non si fa!"
"Oh, mi dispiace, amichetta S. ci sarà rimasta molto male...mah...che segreto era?"
"Ma boh, non ho capito bene, che sua mamma è in Cina..."
"????In Cina???!!!! In Cina nooo!!! Incinta!!!"
giovedì 14 febbraio 2013
San Valentino
La nostra giornata è iniziata così
A scuola Edo avrà trovato questo
Un pensiero per un'amichetta speciale
E uno per tutti i compagni
Per realizzarlo abbiamo preso spunto da questa idea di Martha Stewart e l'abbiamo personalizzata a modo nostro aggiungendo all'interno caramelle a forma di cuore.
Se siete ancora alla ricerca di un'idea per San Valentino fate un salto qui!
Un'idea carina è anche riempire un barattolo di vetro di dolcetti o altro e decorarlo a tema. Quello qui sotto, ad esempio, era un pensierino per un compleanno.
lunedì 4 febbraio 2013
La sindrome dell'abbandono
Le mie amiche dicono che sono affetta dalla sindrome dell'abbandono.
Non mi ammalo mai ma ogni volta che i miei genitori partono per un viaggio mi viene la febbre a 39, le placche in gola oppure vomito l'anima...
Meglio ancora se la partenza dei miei coincide con un viaggio di lavoro di mio marito, allora in quell'occasione sfoggio proprio il meglio di me stessa...
Pare che anche mio figlio soffra di sindrome dell'abbandono.
Considerato che io avevo 39 di febbre e che un'amica si è gentilmente offerta di accompagnarlo lei a scuola onde evitarmi uscite inopportune, ha pensato bene di sfracellarsi contro una finestra (nel tentativo di non calpestare un compagno disteso per terra) tagliandosi labbro superiore e inferiore.
Pare che anche i miei soffrano di sindrome dell'abbandono (loro in quanto abbandonatori e non abbandonati...) e infatti hanno pensato di finire sotto un tir in Kenya. Fortunatamente se la sono cavata solo con qualche ammaccatura e un grande spavento.
Pare che la presenza di capelli bianchi sulla mia testa sta aumentando.
Questo è un dato di fatto.
Non mi ammalo mai ma ogni volta che i miei genitori partono per un viaggio mi viene la febbre a 39, le placche in gola oppure vomito l'anima...
Meglio ancora se la partenza dei miei coincide con un viaggio di lavoro di mio marito, allora in quell'occasione sfoggio proprio il meglio di me stessa...
Pare che anche mio figlio soffra di sindrome dell'abbandono.
Considerato che io avevo 39 di febbre e che un'amica si è gentilmente offerta di accompagnarlo lei a scuola onde evitarmi uscite inopportune, ha pensato bene di sfracellarsi contro una finestra (nel tentativo di non calpestare un compagno disteso per terra) tagliandosi labbro superiore e inferiore.
Pare che anche i miei soffrano di sindrome dell'abbandono (loro in quanto abbandonatori e non abbandonati...) e infatti hanno pensato di finire sotto un tir in Kenya. Fortunatamente se la sono cavata solo con qualche ammaccatura e un grande spavento.
Questo è un dato di fatto.
sabato 30 giugno 2012
Bagni pubblici...
Da sempre mio figlio ha un trauma con i bagni pubblici.
La colpa è indubbiamente mia che temendo infezioni varie, visto che Edo ha un solo rene e per di più con reflusso, l'ho terrorizzato a tal punto che generalmente cerca di tenersela e portarsi tutto a casa...
Ieri però non ce la faceva proprio...
Arrivati in bagno estraggo dalla borsa i protettori per il water e mi accingo a depositarne uno sull'asse ma vengo bloccata da Edo che mi dice "mamma ma cosa fai? IO NON HO INTENZIONE DI SEDERMI LÌ, mi metti con i piedi sull'asse e mi tieni!".
Eseguo gli ordini e troviamo una posizione d'equilibrio: io, china su di lui, lo tengo dalla schiena, lui appoggia la testa alla mia pancia.
A un certo punto il silenzio viene rotto da una litania: "sei a casa...sei a casa..."
Non resisto e scoppio a ridere.
Edo: "Mamma non c'è niente da ridere, dai!!! Lasciami concentrare se no non ci riesco!!!"
È INUTILE NEGARLO: HO TRAUMATIZZATO MIO FIGLIO...
giovedì 17 maggio 2012
Fomentare l'uso della pinza digitale: le perline d'ikea
Dopo le operazioni alle mani di Edoardo la riabilitazione è stata la nostra "missione" giornaliera.
Fino ai quattro anni Edo è stato seguito da un gruppo di psicologhe che una volta a settimana lavoravano con lui ma nella vita quotidiana è toccato a noi sfruttare al massimo le occasioni per fomentare l'uso delle sue "nuove mani" e in particolare della pinza pollice-indice.
Ancora oggi il lavoro prosegue perché Edo ha sempre la tendenza a scegliere la via facile, a prendere le cose con le altre dita dimenticandosi del pollice.
Per questo motivo sono sempre alla ricerca di attività che possano invogliarlo ad usare le dita (meglio ancora se si tratta del pollice...).
A questo scopo, ho acquistato le perline d'ikea.
Temevo di aver esagerato, le perline sono veramente piccole e per Edo prenderle usando il pollice è uno sforzo notevole, ma i bambini non smettono mai di stupirci...
All'inizio ho lasciato che prendesse le perline a modo suo (tra le altre dita, tenendo il pollice aperto) poi quando ho visto che era più bravo di me (lui ha fatto il pinguino di sinistra mentre io facevo quello di destra) gli ho chiesto di mettere 10 perline usando il pollice.
Dopo qualche capriccio ha provato e finite le 10 perline mi ha detto "lo faccio tutto con il pollice".
Per me un trionfo.
Fino ai quattro anni Edo è stato seguito da un gruppo di psicologhe che una volta a settimana lavoravano con lui ma nella vita quotidiana è toccato a noi sfruttare al massimo le occasioni per fomentare l'uso delle sue "nuove mani" e in particolare della pinza pollice-indice.
Ancora oggi il lavoro prosegue perché Edo ha sempre la tendenza a scegliere la via facile, a prendere le cose con le altre dita dimenticandosi del pollice.
Per questo motivo sono sempre alla ricerca di attività che possano invogliarlo ad usare le dita (meglio ancora se si tratta del pollice...).
A questo scopo, ho acquistato le perline d'ikea.
Temevo di aver esagerato, le perline sono veramente piccole e per Edo prenderle usando il pollice è uno sforzo notevole, ma i bambini non smettono mai di stupirci...
All'inizio ho lasciato che prendesse le perline a modo suo (tra le altre dita, tenendo il pollice aperto) poi quando ho visto che era più bravo di me (lui ha fatto il pinguino di sinistra mentre io facevo quello di destra) gli ho chiesto di mettere 10 perline usando il pollice.
Dopo qualche capriccio ha provato e finite le 10 perline mi ha detto "lo faccio tutto con il pollice".
Per me un trionfo.
Ecco il nostro capolavoro una volta stirato
Lo schema dei pinguini arriva da questo sito (che oggi non mi funziona...) su cui si possono trovare tantissime
idee da realizzare con le perline.
lunedì 6 febbraio 2012
Anche un pigiama può dare degli spunti...
È bastato un pigiama ad accendere la tua curiosità.
L'abbiamo comprato insieme e poi mi hai chiesto di correre a casa a leggere il libro per capire meglio quelle figure. Io continuavo a dirti che lo trovavo un po' difficile per la tua età ma tu hai insistito. Così da qualche giorno stiamo leggendo "Il piccolo principe". Edo ammette che è un po' difficile ma nonostante la mia proposta di riprenderlo fra qualche anno lui si ostina a continuare perché dice che "è troppo bello". Come dargli torto:
Un tempo lontano, quando avevo sei anni, in un libro sulle foreste primordiali, intitolato “Storie vissute della natura”, vidi un magnifico disegno. Rappresentava un serpente boa nell’atto di inghiottire un animale. Eccovi la copia del disegno.
C’era scritto: “I boa ingoiano la loro preda tutta intera, senza masticarla.
Dopo di che non riescono piu’ a muoversi e dormono durante i sei mesi che la digestione richiede”. Meditai a lungo sulle avventure della jungla. E a mia volta riuscii a tracciare il mio primo disegno. Il mio disegno numero uno. Era cosi’:
Mostrai il mio capolavoro alle persone grandi, domandando se il disegno li spaventava. Ma mi risposero: “ Spaventare? Perche’ mai, uno dovrebbe essere spaventato da un cappello?”. Il mio disegno non era il disegno di un cappello. Era il disegno di un boa che digeriva un elefante. Affinche’ vedessero chiaramente che cos’era, disegnai l’interno del boa. Bisogna sempre spiegargliele le cose, ai grandi. Il mio disegno numero due si presentava cosi’:
Questa volta mi risposero di lasciare da parte i boa, sia di fuori che di dentro, e di applicarmi invece alla geografia, alla storia, all’aritmetica e alla grammatica. Fu cosi’ che a sei anni io rinunziai a quella che avrebbe potuto essere la mia gloriosa carriera di pittore.
Il fallimento del mio disegno numero uno e del mio disegno numero due mi aveva disarmato. I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta.
L'abbiamo comprato insieme e poi mi hai chiesto di correre a casa a leggere il libro per capire meglio quelle figure. Io continuavo a dirti che lo trovavo un po' difficile per la tua età ma tu hai insistito. Così da qualche giorno stiamo leggendo "Il piccolo principe". Edo ammette che è un po' difficile ma nonostante la mia proposta di riprenderlo fra qualche anno lui si ostina a continuare perché dice che "è troppo bello". Come dargli torto:
Un tempo lontano, quando avevo sei anni, in un libro sulle foreste primordiali, intitolato “Storie vissute della natura”, vidi un magnifico disegno. Rappresentava un serpente boa nell’atto di inghiottire un animale. Eccovi la copia del disegno.
C’era scritto: “I boa ingoiano la loro preda tutta intera, senza masticarla.
Dopo di che non riescono piu’ a muoversi e dormono durante i sei mesi che la digestione richiede”. Meditai a lungo sulle avventure della jungla. E a mia volta riuscii a tracciare il mio primo disegno. Il mio disegno numero uno. Era cosi’:
Mostrai il mio capolavoro alle persone grandi, domandando se il disegno li spaventava. Ma mi risposero: “ Spaventare? Perche’ mai, uno dovrebbe essere spaventato da un cappello?”. Il mio disegno non era il disegno di un cappello. Era il disegno di un boa che digeriva un elefante. Affinche’ vedessero chiaramente che cos’era, disegnai l’interno del boa. Bisogna sempre spiegargliele le cose, ai grandi. Il mio disegno numero due si presentava cosi’:
Questa volta mi risposero di lasciare da parte i boa, sia di fuori che di dentro, e di applicarmi invece alla geografia, alla storia, all’aritmetica e alla grammatica. Fu cosi’ che a sei anni io rinunziai a quella che avrebbe potuto essere la mia gloriosa carriera di pittore.
Il fallimento del mio disegno numero uno e del mio disegno numero due mi aveva disarmato. I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta.
mercoledì 18 gennaio 2012
Un risveglio piacevole
L'altro giorno sono rimasta affascinata da questo post. All'inizio ho pensato di realizzare immediatamente l'esperimento con Edo poi però ho deciso che quest'idea mi sarebbe potuta tornare utile nelle lunghe lotte per la sveglia mattutina...
Così stamattina ho svegliato Edoardo sussurrandogli "c'è una sorpresa per te in cucina...". Edo è scattato in piedi ed è corso in cucina dove ha trovato sulla sua tovaglietta della colazione un piatto con un po' d'acqua e un bigliettino ripiegato su se stesso che lui ha dovuto lasciar cadere in acqua. Avreste dovuto vedere la meraviglia nei suoi occhi mentre i petali si aprivano consentendogli di leggere il messaggio segreto...
I tempi della colazione non si sono abbreviati ma il risveglio è stato decisamente più piacevole!
P.s: questo è il primo fiore che ho prodotto e che ho fortunatamente deciso di buttare in acqua senza Edo per vedere se funzionava...come previsto non funzionava, credo fosse colpa dei petali troppo larghi. Ho rimpicciolito il tutto e ha funzionato a meraviglia!
Così stamattina ho svegliato Edoardo sussurrandogli "c'è una sorpresa per te in cucina...". Edo è scattato in piedi ed è corso in cucina dove ha trovato sulla sua tovaglietta della colazione un piatto con un po' d'acqua e un bigliettino ripiegato su se stesso che lui ha dovuto lasciar cadere in acqua. Avreste dovuto vedere la meraviglia nei suoi occhi mentre i petali si aprivano consentendogli di leggere il messaggio segreto...
I tempi della colazione non si sono abbreviati ma il risveglio è stato decisamente più piacevole!
P.s: questo è il primo fiore che ho prodotto e che ho fortunatamente deciso di buttare in acqua senza Edo per vedere se funzionava...come previsto non funzionava, credo fosse colpa dei petali troppo larghi. Ho rimpicciolito il tutto e ha funzionato a meraviglia!
martedì 17 gennaio 2012
Decisamente mi faccio troppe menate...
17/01/2012
"Mamma, quando ero nella tua pancia ho visto il tuo cuore, era grande grande e c'era scritto EDOARDO TI ADORO"
"Mamma, quando ero nella tua pancia ho visto il tuo cuore, era grande grande e c'era scritto EDOARDO TI ADORO"
giovedì 12 gennaio 2012
Paure di mamma
Caro Edo, sicuramente tu non sai il peso che hanno per me le parole che mi hai detto stamattina.
Non puoi saperlo, non ancora, o almeno spero...
Non so come ti sia uscito, dove tu l'abbia sentito o che significato abbia per te ma mi ha spaventata tanto perché hai solo sei anni e se quest'idea sta già prendendo forma dentro di te non so dove arriveremo...
Stamattina abbiamo litigato perché come ogni mattina ti sveglio alle 7.20 e ci metti fino alle 8.05 prima d'iniziare a fare colazione. Te ne stai lì seduto in cucina, davanti alla tazza, frignando e ripetendo all'infinito che sono cattiva, che ti devo lasciar dormire, che hai tanto tanto sonno.
Viviamo a 7 minuti a piedi da scuola, ci basta uscire alle 8.20 per essere in orario ma non c'è verso, ogni mattina ce la dobbiamo fare di corsa.
Stamattina ho cercato di svegliarti nel migliore dei modi: mi sono infilata nel letto con te, ti ho coccolato, ti ho raccontato di cose piacevoli che avresti fatto oggi ma niente è servito. Per me è inconcepibile sia perché mi sveglio sempre (e da sempre) con il sorriso, sia perché odio arrivare in ritardo, sia perché ti metto a letto ogni sera prima delle nove quindi non mi sembra una tragedia svegliarti alle 7.20, soprattutto se poi il sabato e la domenica sei in piedi prima delle 7. Cerco di essere comprensiva, di convincermi che non tutti hanno lo stesso buon rapporto che ho io con il risveglio ma c'è un limite a tutto, non si può ripetere la stessa scena ogni mattina.
Stamattina mi hai chiesto "ma tu volevi farmi nascere?" e per me è stata una pugnalata al cuore; poi hai rincarato la dose e mi hai detto "mi faresti nascere ancora?"
So che tu non sai cosa implicano per me queste domande ma mi ferisce che tu possa anche solo lontanamente mettere in dubbio quanto ti ho amato e desiderato fin dal primo istante che ho saputo che eri dentro di me.
Ti farei nascere altri mille milioni di volte, spero che tu lo sappia e che non lo metterai mai in dubbio.
Non puoi saperlo, non ancora, o almeno spero...
Non so come ti sia uscito, dove tu l'abbia sentito o che significato abbia per te ma mi ha spaventata tanto perché hai solo sei anni e se quest'idea sta già prendendo forma dentro di te non so dove arriveremo...
Stamattina abbiamo litigato perché come ogni mattina ti sveglio alle 7.20 e ci metti fino alle 8.05 prima d'iniziare a fare colazione. Te ne stai lì seduto in cucina, davanti alla tazza, frignando e ripetendo all'infinito che sono cattiva, che ti devo lasciar dormire, che hai tanto tanto sonno.
Viviamo a 7 minuti a piedi da scuola, ci basta uscire alle 8.20 per essere in orario ma non c'è verso, ogni mattina ce la dobbiamo fare di corsa.
Stamattina ho cercato di svegliarti nel migliore dei modi: mi sono infilata nel letto con te, ti ho coccolato, ti ho raccontato di cose piacevoli che avresti fatto oggi ma niente è servito. Per me è inconcepibile sia perché mi sveglio sempre (e da sempre) con il sorriso, sia perché odio arrivare in ritardo, sia perché ti metto a letto ogni sera prima delle nove quindi non mi sembra una tragedia svegliarti alle 7.20, soprattutto se poi il sabato e la domenica sei in piedi prima delle 7. Cerco di essere comprensiva, di convincermi che non tutti hanno lo stesso buon rapporto che ho io con il risveglio ma c'è un limite a tutto, non si può ripetere la stessa scena ogni mattina.
Stamattina mi hai chiesto "ma tu volevi farmi nascere?" e per me è stata una pugnalata al cuore; poi hai rincarato la dose e mi hai detto "mi faresti nascere ancora?"
So che tu non sai cosa implicano per me queste domande ma mi ferisce che tu possa anche solo lontanamente mettere in dubbio quanto ti ho amato e desiderato fin dal primo istante che ho saputo che eri dentro di me.
Ti farei nascere altri mille milioni di volte, spero che tu lo sappia e che non lo metterai mai in dubbio.
mercoledì 11 gennaio 2012
Dilemma...
Dovete scusarmi, prima scrivevo le uscite spiritose/fantasiose/affettuose di mio figlio su un diario in modo da poterle sempre ricordare, ora il blog è il mio diario quindi...
1 gennaio 2012
SCENDENDO DALLA SCALETTA DELL'AEREO CHE CI HA RIPORTATI IN ITALIA
Edo: "Mamma, tu preferiresti essere povera o morire?"
Io: "??? Decisamente essere povera"
Edo: "Eh infatti!"
1 gennaio 2012
SCENDENDO DALLA SCALETTA DELL'AEREO CHE CI HA RIPORTATI IN ITALIA
Edo: "Mamma, tu preferiresti essere povera o morire?"
Io: "??? Decisamente essere povera"
Edo: "Eh infatti!"
martedì 10 gennaio 2012
Il giorno che il mio cuore si sciolse
Un pomeriggio di dicembre 2011
Edo: "Mamma, vorrei tanto che Babbo Natale ti lasciasse sotto l'albero: il più bel regalo di Natale sei tu..."
Edo: "Mamma, vorrei tanto che Babbo Natale ti lasciasse sotto l'albero: il più bel regalo di Natale sei tu..."
sabato 7 gennaio 2012
Aiuto! Mio figlio è un maschilista!
Edo: "Mamma, sei bellissima".
Io: "Grazie tesoro!".
Edo: "Ma sempre mamma, non so come fai...".
Gli sorrido compiaciuta.
Edo: "D'altronde voi donne dovete sempre essere belle per noi uomini!".
Io: "Grazie tesoro!".
Edo: "Ma sempre mamma, non so come fai...".
Gli sorrido compiaciuta.
Edo: "D'altronde voi donne dovete sempre essere belle per noi uomini!".
martedì 22 novembre 2011
Riflessioni e puntualizzazioni post commenti :-)
I vostri commenti e in particolare l'ultimo di Maggie mi hanno fatta riflettere.
In ogni situazione penso sempre "come mi sentirei/cosa farei io al suo posto?".
Nella classe di Edo c'è un bimbo che rovina le cose dei compagni: ha tagliato magliette, zaini, pantaloni, rotto matite, scarabocchiato quaderni e anche sottratto un gioco ad Edo.
In questo caso ho reagito in modo del tutto diverso, nonostate la preoccupazione perché il giocare con le forbici può diventare pericoloso (gli abiti sono stati tagliati addosso ai bambini e in un caso all'altezza del collo...), nonostante mi sia stato descritto come un bambino molto violento, nonostante il 90% delle altre mamme abbia scatenato un putiferio.
Ho cercato di immedesimarmi nei panni di questa povera mamma che ogni volta arrivava a scuola angosciata al solo pensiero di cosa le avrebbero detto quel giorno.
Ho pensato che anche Edo potrebbe svegliarsi una mattina e decidere di tagliare i capelli al compagno di banco ed in quel caso vorrei appoggio, non critiche perché un bambino che si comporta così è un bambino con problemi e può succedere a tutti di attraversare una "fase no".
Non ho messo in guardia mio figlio sul bambino in questione, al contrario di tante altre mamme, anzi gli ho detto che sapevo che all'altro bimbo piaceva il suo libro da colorare e gli ho suggerito di portarlo a scuola per giocare insieme.
Nel caso di V. forse ho un po' esagerato ma è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Non è che ce l'abbia con lui, quello che mi preoccupa è mio figlio che pende dalle sue labbra.
Si conoscono da 3 anni e in tutto questo tempo mio figlio è stato vittima di bugie e raggiri.
V. è un bambino che ha sempre di tutto, mio figlio va a scuola con la trottola da 3 euro dell'edicola, lui con quella di marca da 20 euro.
In 3 anni Edo gli ha regalato un sacco di cose, lui niente.
In tre anni hanno preso accordi per diversi scambi ma immancabilmente l'oggetto da scambiare ce l'aveva a casa e se ne dimenticava ogni volta mentre Edo glielo dava immediatamente e quindi rimaneva a mani vuote.
Un mese fa Edo è andato a scuola con la trottola che da tempo desiderava e che aveva ottenuto per essersi comportato bene in ospedale: all'uscita da scuola era disperato perché V. gli aveva rotto la punta e la trottola non gli è durata neanche un giorno.
Tre settimane fa Edo gli ha ceduto una trottola in cambio di un gioco che non è mai arrivato e in quel caso avevo reclamato e chiesto ad Edo che si facesse restituire la trottola o sarei intervenuta io.
Insomma, forse ho esagerato, forse me la sono presa troppo, forse ho sottovalutato il problema dando per scontato che un bambino con alle spalle una famiglia come la sua non potesse star esprimendo un disagio e quindi agisse davvero con un po' troppa malizia.
Quello che m'interesava era far aprire gli occhi a mio figlio.
Mi dispiace doverlo far scontrare con la realtà già da così piccolo ma credo che sia l'unico modo per risparmiargli sofferenze future.
Purtroppo la vita è così: ti può tradire chiunque, anche il tuo miglior amico e prima lo capisci meglio è...
Detto questo...ieri Edo ha giocato con V. e gli ha anche prestato il mostriciattolo in questione :-)
In ogni situazione penso sempre "come mi sentirei/cosa farei io al suo posto?".
Nella classe di Edo c'è un bimbo che rovina le cose dei compagni: ha tagliato magliette, zaini, pantaloni, rotto matite, scarabocchiato quaderni e anche sottratto un gioco ad Edo.
In questo caso ho reagito in modo del tutto diverso, nonostate la preoccupazione perché il giocare con le forbici può diventare pericoloso (gli abiti sono stati tagliati addosso ai bambini e in un caso all'altezza del collo...), nonostante mi sia stato descritto come un bambino molto violento, nonostante il 90% delle altre mamme abbia scatenato un putiferio.
Ho cercato di immedesimarmi nei panni di questa povera mamma che ogni volta arrivava a scuola angosciata al solo pensiero di cosa le avrebbero detto quel giorno.
Ho pensato che anche Edo potrebbe svegliarsi una mattina e decidere di tagliare i capelli al compagno di banco ed in quel caso vorrei appoggio, non critiche perché un bambino che si comporta così è un bambino con problemi e può succedere a tutti di attraversare una "fase no".
Non ho messo in guardia mio figlio sul bambino in questione, al contrario di tante altre mamme, anzi gli ho detto che sapevo che all'altro bimbo piaceva il suo libro da colorare e gli ho suggerito di portarlo a scuola per giocare insieme.
Nel caso di V. forse ho un po' esagerato ma è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Non è che ce l'abbia con lui, quello che mi preoccupa è mio figlio che pende dalle sue labbra.
Si conoscono da 3 anni e in tutto questo tempo mio figlio è stato vittima di bugie e raggiri.
V. è un bambino che ha sempre di tutto, mio figlio va a scuola con la trottola da 3 euro dell'edicola, lui con quella di marca da 20 euro.
In 3 anni Edo gli ha regalato un sacco di cose, lui niente.
In tre anni hanno preso accordi per diversi scambi ma immancabilmente l'oggetto da scambiare ce l'aveva a casa e se ne dimenticava ogni volta mentre Edo glielo dava immediatamente e quindi rimaneva a mani vuote.
Un mese fa Edo è andato a scuola con la trottola che da tempo desiderava e che aveva ottenuto per essersi comportato bene in ospedale: all'uscita da scuola era disperato perché V. gli aveva rotto la punta e la trottola non gli è durata neanche un giorno.
Tre settimane fa Edo gli ha ceduto una trottola in cambio di un gioco che non è mai arrivato e in quel caso avevo reclamato e chiesto ad Edo che si facesse restituire la trottola o sarei intervenuta io.
Insomma, forse ho esagerato, forse me la sono presa troppo, forse ho sottovalutato il problema dando per scontato che un bambino con alle spalle una famiglia come la sua non potesse star esprimendo un disagio e quindi agisse davvero con un po' troppa malizia.
Quello che m'interesava era far aprire gli occhi a mio figlio.
Mi dispiace doverlo far scontrare con la realtà già da così piccolo ma credo che sia l'unico modo per risparmiargli sofferenze future.
Purtroppo la vita è così: ti può tradire chiunque, anche il tuo miglior amico e prima lo capisci meglio è...
Detto questo...ieri Edo ha giocato con V. e gli ha anche prestato il mostriciattolo in questione :-)
lunedì 21 novembre 2011
Piccoli delinquenti crescono...
Mercoledì, ore 8.30.
Edo entra a scuola con un personaggino di quelli che si comprano in edicola nelle bustine.
Mercoledì, ore 16.30.
Edo esce da scuola disperato perché il mostriciattolo è magicamente sparito dal suo zaino e nonostante un discorsetto moralmente edificante della maestra non è più ricomparso.
Mercoledì, tardo pomeriggio.
Edo medita su chi possa essere stato il colpevole ma è quasi sicuro che si tratti di S., una bimba angelica con fiocchi rosa e gonnellina a fiori.
Io avanzo un dubbio: "Che cavolo se ne fa S. di un mostro???"
Edo: "Non lo so ma V. mi ha detto che l'ha vista vicino al mio zaino".
Giovedì, ore 16.30.
Edo: "Mamma, sai che V. (che per altro Edo sostiene essere il suo migliore amico) ha proprio lo stesso mostro che io ho perso ieri?".
Io: "Come scusa? Ma lui non ne aveva neanche uno (tra l'altro l'oggetto in questione appartiene a una serie vecchia e quindi non più reperibile), no?"
Edo: "Sì ma ha detto che glil'ha regalato suo cugino..."
Faccio due rapidi calcoli mentali e il sangue inizia a ribollirmi nelle vene:
è giovedì pomeriggio e i cugini di V. abitano molto ma mooolto lontani da qui (lo so perché conosco la mamma) che strano che in piena settimana siano riusciti a fargli avere proprio lo stesso giocattolo che ieri è sparito ad Edo... E poi che strano, è stato proprio V. a incolpare S...
Cerco di restare calma ma ho la sensazione che dai miei occhi stiano uscendo raggi di luce inceneritori.
Per fortuna il bambino in questione non è davanti a me.
Non sopporto che mio figlio venga preso in giro, soprattutto da persone che lui apprezza e che è pronto a difendere ad ogni costo.
Io: "Edoardo guarda che la mamma aveva scritto il tuo nome sotto i piedi dei tuoi mostri quindi domani controlla se è il tuo, se V. non te lo lascia manda un amico".
Edo: "Mamma, ma come fai a essere così furba? Comunque non può essere il mio, V. è troppo mio amico".
Tra me e me: "Tesoro mio se solo tu sapessi quante fregature ho preso prima di farmi furba...Speriamo che serva anche a te".
Venerdì, ore 16.30.
Edo esce da scuola vittorioso con il mostro in mano.
Io: "Allora, cos'è successo?"
Edo: "Ho chiesto a V. se poteva lasciarmelo un secondo ma appena ha visto che guardavo i piedi se l'è ripreso. Allora ho chiamato L. che stamattina mi ha detto che ieri aveva visto che era il mio mostro perché sotto i piedi si vedeva il mio nome anche se un po' cancellato."
Io: "Ah...e cos'ha fatto L.?"
Edo: "Ha chiesto a V. di che colore erano le bustine della collezione vecchia...V. non lo sapeva allora L. gli ha detto che era evidente che non aveva mai comprato una bustina e quindi era il mio e gliel'ha preso e me l'ha dato".
Io: "Ah...mah...cos'ha detto V.?"
Edo: "È rimasto un po' triste poi mi ha detto che il mostro mi era caduto lui l'aveva raccolto e poi si era dimenticato di ridarmelo"
Io: "Scusa ma tu gli hai detto che non gli credi?".
Edo: "No, perché?"
Io: "Perché il mostro non è mai uscito dal tuo zaino quindi l'ha preso lui, non l'ha raccolto, perché ha cancellato il nome quindi non era intenzionato a ridartelo e perché ti ha raccontato una bugia enorme dicendoti che gliel'aveva regalato suo cugino!!!".
Edo: "Domani gli dico che se lo fa ancora non lo invito a casa mia".
Mi cadono le braccia: mio figlio è un caso senza speranza...
Sono sbalordita.
I casi sono due:
o mio figlio è dannatamente indietro rispetto agli altri (e anche un po' fesso) o non esistono più i bambini di una volta...
Non solo V. si è impadronito di un gioco non suo ma ha incolpato un'altra, ha cancellato il nome e si è inventato mille scuse!!!
Che dire poi di L.: ha un futuro come investigatore privato, il fanciullo ne sa una più del diavolo!!!
Edo entra a scuola con un personaggino di quelli che si comprano in edicola nelle bustine.
Mercoledì, ore 16.30.
Edo esce da scuola disperato perché il mostriciattolo è magicamente sparito dal suo zaino e nonostante un discorsetto moralmente edificante della maestra non è più ricomparso.
Mercoledì, tardo pomeriggio.
Edo medita su chi possa essere stato il colpevole ma è quasi sicuro che si tratti di S., una bimba angelica con fiocchi rosa e gonnellina a fiori.
Io avanzo un dubbio: "Che cavolo se ne fa S. di un mostro???"
Edo: "Non lo so ma V. mi ha detto che l'ha vista vicino al mio zaino".
Giovedì, ore 16.30.
Edo: "Mamma, sai che V. (che per altro Edo sostiene essere il suo migliore amico) ha proprio lo stesso mostro che io ho perso ieri?".
Io: "Come scusa? Ma lui non ne aveva neanche uno (tra l'altro l'oggetto in questione appartiene a una serie vecchia e quindi non più reperibile), no?"
Edo: "Sì ma ha detto che glil'ha regalato suo cugino..."
Faccio due rapidi calcoli mentali e il sangue inizia a ribollirmi nelle vene:
è giovedì pomeriggio e i cugini di V. abitano molto ma mooolto lontani da qui (lo so perché conosco la mamma) che strano che in piena settimana siano riusciti a fargli avere proprio lo stesso giocattolo che ieri è sparito ad Edo... E poi che strano, è stato proprio V. a incolpare S...
Cerco di restare calma ma ho la sensazione che dai miei occhi stiano uscendo raggi di luce inceneritori.
Per fortuna il bambino in questione non è davanti a me.
Non sopporto che mio figlio venga preso in giro, soprattutto da persone che lui apprezza e che è pronto a difendere ad ogni costo.
Io: "Edoardo guarda che la mamma aveva scritto il tuo nome sotto i piedi dei tuoi mostri quindi domani controlla se è il tuo, se V. non te lo lascia manda un amico".
Edo: "Mamma, ma come fai a essere così furba? Comunque non può essere il mio, V. è troppo mio amico".
Tra me e me: "Tesoro mio se solo tu sapessi quante fregature ho preso prima di farmi furba...Speriamo che serva anche a te".
Venerdì, ore 16.30.
Edo esce da scuola vittorioso con il mostro in mano.
Io: "Allora, cos'è successo?"
Edo: "Ho chiesto a V. se poteva lasciarmelo un secondo ma appena ha visto che guardavo i piedi se l'è ripreso. Allora ho chiamato L. che stamattina mi ha detto che ieri aveva visto che era il mio mostro perché sotto i piedi si vedeva il mio nome anche se un po' cancellato."
Io: "Ah...e cos'ha fatto L.?"
Edo: "Ha chiesto a V. di che colore erano le bustine della collezione vecchia...V. non lo sapeva allora L. gli ha detto che era evidente che non aveva mai comprato una bustina e quindi era il mio e gliel'ha preso e me l'ha dato".
Io: "Ah...mah...cos'ha detto V.?"
Edo: "È rimasto un po' triste poi mi ha detto che il mostro mi era caduto lui l'aveva raccolto e poi si era dimenticato di ridarmelo"
Io: "Scusa ma tu gli hai detto che non gli credi?".
Edo: "No, perché?"
Io: "Perché il mostro non è mai uscito dal tuo zaino quindi l'ha preso lui, non l'ha raccolto, perché ha cancellato il nome quindi non era intenzionato a ridartelo e perché ti ha raccontato una bugia enorme dicendoti che gliel'aveva regalato suo cugino!!!".
Edo: "Domani gli dico che se lo fa ancora non lo invito a casa mia".
Mi cadono le braccia: mio figlio è un caso senza speranza...
Sono sbalordita.
I casi sono due:
o mio figlio è dannatamente indietro rispetto agli altri (e anche un po' fesso) o non esistono più i bambini di una volta...
Non solo V. si è impadronito di un gioco non suo ma ha incolpato un'altra, ha cancellato il nome e si è inventato mille scuse!!!
Che dire poi di L.: ha un futuro come investigatore privato, il fanciullo ne sa una più del diavolo!!!
sabato 12 novembre 2011
Io ci provo...
Ho quasi vergogna a dirlo...
Manca più di un mese a Natale ed ho già comprato tutti i regali di Edo...
Non sono affetta da shopping compulsivo o cose del genere...è solo che mi piace avere tutto sotto controllo!!!
Scherzi a parte, il dover dividere i regali per Edo tra più persone e soprattutto più paesi implica un'organizzazione non indifferente.
Devo fare una lista per casa nostra, casa dei miei, casa dei miei suoceri, casa di mio nonno e casa di tre zie diverse onde evitare doppioni e inconvenienti del tipo..."ehmm...non mi ci sta in valigia!".
Quindi Edo fa la sua lista e poi io distribuisco (e naturalmente ci aggiungo un po' di farina del mio sacco)...
Poi cerco sempre di risparmiare quindi seguo le offerte di questo periodo, confronto i prezzi (avete notato che a volte da un negozio all'altro ci sono differenze di prezzo anche di 15 euro???) e spesso compro su internet quindi devo muovermi prima se no rischio di trovarmi senza pacchetti sotto l'albero a causa dei ritardi postali...
Detto questo, sono particolarmente soddisfatta del mio ultimo acquisto:
Il libro "La fabbrica di cioccolato" di Roald Dahl. La scelta è stata dura. La versione classica senza figure mi sembrava un po' eccessiva. Il pop-up esteticamente bellissimo non mi convinceva per il modo in cui è raccontata la storia...Poi ho trovato questa versione con qualche disegno e un po' più colorata.
Quando ho trovato questo libretto non ho saputo resistere: si tratta di costruire il modellino 3D della fabbrica di cioccolato di Willy Wonka! Ad essere sincera prima ho trovato questo e poi ho deciso di provare a leggere il libro ad Edo...
Mi resta solo un dubbio...avrò esagerato? Sarà troppo presto per proporre "La fabbrica di cioccolato" ad Edo?
Che dite?
Mah, io ci provo...
Al massimo è colpa di Babbo Natale che ha scelto male :D
Manca più di un mese a Natale ed ho già comprato tutti i regali di Edo...
Non sono affetta da shopping compulsivo o cose del genere...è solo che mi piace avere tutto sotto controllo!!!
Scherzi a parte, il dover dividere i regali per Edo tra più persone e soprattutto più paesi implica un'organizzazione non indifferente.
Devo fare una lista per casa nostra, casa dei miei, casa dei miei suoceri, casa di mio nonno e casa di tre zie diverse onde evitare doppioni e inconvenienti del tipo..."ehmm...non mi ci sta in valigia!".
Quindi Edo fa la sua lista e poi io distribuisco (e naturalmente ci aggiungo un po' di farina del mio sacco)...
Poi cerco sempre di risparmiare quindi seguo le offerte di questo periodo, confronto i prezzi (avete notato che a volte da un negozio all'altro ci sono differenze di prezzo anche di 15 euro???) e spesso compro su internet quindi devo muovermi prima se no rischio di trovarmi senza pacchetti sotto l'albero a causa dei ritardi postali...
Detto questo, sono particolarmente soddisfatta del mio ultimo acquisto:
Il libro "La fabbrica di cioccolato" di Roald Dahl. La scelta è stata dura. La versione classica senza figure mi sembrava un po' eccessiva. Il pop-up esteticamente bellissimo non mi convinceva per il modo in cui è raccontata la storia...Poi ho trovato questa versione con qualche disegno e un po' più colorata.
Quando ho trovato questo libretto non ho saputo resistere: si tratta di costruire il modellino 3D della fabbrica di cioccolato di Willy Wonka! Ad essere sincera prima ho trovato questo e poi ho deciso di provare a leggere il libro ad Edo...
Mi resta solo un dubbio...avrò esagerato? Sarà troppo presto per proporre "La fabbrica di cioccolato" ad Edo?
Che dite?
Mah, io ci provo...
Al massimo è colpa di Babbo Natale che ha scelto male :D
Etichette:
Frivolezze,
Libri,
Noi,
Segnalazioni,
Varie ed eventuali
giovedì 6 ottobre 2011
1 - 0 per Edo
"Mamma, i compagni di B. dicono che con quattro dita sembro un alieno!" e parte una risatina...il tema non sembra preoccuparlo molto.
"Beh, un alieno non saprei, non ne ho mai visto uno dal vero ma i personaggi dei cartoni sì che spesso hanno quattro dita, vero?"
"Sì, è vero! e sono bellissimi!". "Poi un bambino mi ha chiesto se ho una malattia..."
"Gulp..." mantieni la calma e mostrati indifferente "Ah, e tu cosa gli hai detto?"
"Che se avessi una malattia a quest'ora sarei già morto! Non ho mai visto nessuno ammalato per 6 anni!"
"Beh, un alieno non saprei, non ne ho mai visto uno dal vero ma i personaggi dei cartoni sì che spesso hanno quattro dita, vero?"
"Sì, è vero! e sono bellissimi!". "Poi un bambino mi ha chiesto se ho una malattia..."
"Gulp..." mantieni la calma e mostrati indifferente "Ah, e tu cosa gli hai detto?"
"Che se avessi una malattia a quest'ora sarei già morto! Non ho mai visto nessuno ammalato per 6 anni!"
giovedì 22 settembre 2011
Di bigliettini d'amore finiti nelle mani sbagliate...
Come vi ho già accennato, l'inserimento di Edo alla "scuola dei grandi" procede a gonfie vele.
Abbiamo solo qualche piccolissimo problemino ad alzarci...
Ieri mattina proprio non c'era verso.
Nei giorni precedenti ero ricorsa a:
-balletti e canzoncine che gli avevano provocato uno scoppio di risate tale che in un attimo era passato dal broncio ad essere di ottimo umore e pronto per la scuola.
-ricatti a base di tatuaggi di draghi come accennavo qui.
-sceneggiate del tipo "ma che peccato! Pensa che per i bambini che andavano a scuola oggi avevo una bustina con una splendida moto".
Ieri mattina non ero in vena di numeri da cabaret, non mi andava di ripetere l'operazione bustina onde evitare il circolo vizioso del "voglio una bustina se no non vado a scuola" e non volevo fargli un altro tatuaggio visto che poi non gli posso lavare il braccio finché non sta per andare in cancrena.
Quindi dopo qualche timido tentativo a base di coccole e ragionamenti vari gli ho detto che si andava a scuola e punto che lo volesse o no e che doveva anche sbrigarsi perché ormai era passata mezz'ora da quando avevo iniziato a chiamarlo e quindi rischiavamo di arrivare in ritardo.
Finalmente Edo si è alzato ma di un umore a dir poco pessimo...
Abbiamo fatto tutto di corsa e io odio iniziare la mattina male con lui.
Così, mentre lui faceva una colazione frettolosa, io ho disegnato un cuore su un bigliettino, ho scritto "TI VOGLIO BENE. LA MAMMA." e l'ho infilato nello zainetto con la merenda. (Con un po' di pazienza Edo riesce già a leggere frasi semplici)
Alle 16.30 me lo vedo uscire da scuola con un sorriso gigantesco.
Mi è saltato in braccio e ha cominciato a ringraziarmi e a dirmi quanto gli fosse piaciuta la sorpresa.
Poi mi ha detto "La maestra ha detto che sono proprio fortunato!"
"La maestra? E perché ti ha detto così?"
"Eh...perché le ho fatto leggere il biglietto!"
...
?????????????
"Come come cosa cosa???"
"Eh...ho capito che era tuo e che era per me perché non credo che tu manderesti cuori alla maestra, vero? Però non avevo voglia di stare a leggerlo e allora me lo sono fatto leggere da lei!"
...
PERFETTO. FACCIAMOCI CONOSCERE SUBITO: io come la mamma che va in brodo di giuggiole e lui come il pigro disposto a rendere pubblica una lettera d'amore pur di non far la fatica di leggere... Ma dico io, e se fosse stata di un'ammiratrice??? Mah...
martedì 20 settembre 2011
Primo giorno di scuola (seconda parte)
Le 12,30 sembrano non arrivare mai.
Alle 12 sono già davanti al portone della scuola.
L'attesa mi sembra interminabile.
Finalmente suona la campanella.
Scorgo la maestra di Edo seguita da una coda di bambini.
Cerco di individuare Edo tra tutte quelle testoline e occhietti che scrutano la folla che li circonda in cerca di un volto familiare.
Non vedo Edo.
Mani veloci afferrano (si direbbe a caso) i bambini che passano e li allontanano rapidamente dal caos.
La coda di bambini è ormai praticamente terminata.
La maestra abbraccia i pochi rimasti in attesa che qualcuno si faccia avanti per reclamarne i diritti.
Una sensazione di sconforto mi assale...
Dov'è Edo?
E già me lo immagino rotolare giù dai due piani di scale sotto il peso di quello zaino più grosso di lui.
Improvvisamente vedo sbucare dalla scala il suo viso.
Affronta gli ultimi gradini come se stesse scendendo dalla più ripida delle montagne.
Avanza lentamente.
Ha ancora que colorino grigio in volto e quell'aspetto di statua.
Mi vede e mi raggiungere intrufolandosi tra tutte quelle mani ancora in cerca di qualcosa, o meglio di qualcuno, da afferrare perché nel frattempo è uscita un'altra classe.
Lo sollevo, in parte per timore che me lo schiaccino, in parte perché non sto più nella pelle.
Lui mi rivolge un mezzo sorriso e un "ciao" secco.
Nella mia mente già si susseguono pensieri catastrofici.
Perché è così serio?
Cosa sarà successo?
Gli avranno fatto qualcosa?
Gli avranno detto qualcosa?
Si sarà trovato in difficoltà ad aprire la merenda? Ma no, l'ho messa nel tupperware che si apre anche solo guardandolo.
Avrà avuto problemi con i pantaloni? Ma sono quelli con l'elastico, normalmente è indipendente.
Ma...? e se...? forse...?
Intanto sfodero il migliore dei miei sorrisi e mentre lotto con la folla guadagnandomi l'uscita cerco di carpire qualche informazione.
"Com'è andata?"
"Bene."
"Cos'avete fatto?"
"Non mi ricordo."
Eh no, bello di mamma, non ci siamo! Vuoi lasciarmi a crogiolare nel dubbio e nell'incertezza e condannarmi a morte sicura???
Capisco che non sarà facile ottenere un resoconto della giornata.
Cerco di rimanere indifferente, come se non m'interessasse poi così tanto essere resa partecipe di quest'avventura appena iniziata.
Mi limito a fargli capire che sono contenta di riaverlo con me.
Lentamente il ghiaccio sotto cui si è rintanato stamattina si scioglie.
Prima appare un sorriso.
Poi un bacio.
Poi una risata.
A casa lo lascio mangiare tranquillo poi gli metto un cartone.
Quando è totalmente assorto nel suo mondo decido di riprovarci e gli butto lì un "Qual'è stata la cosa più bella della giornata?"
Senza distogliere lo sguardo dalla tv mi sorprende con un "Non saprei...tutte"
Non contenta ci riprovo: "E la più brutta?"
"Nessuna, è stata una giornata bellissima!"
...
Come sempre, da mamma apprensiva come sono, mi sono fatta dei film inutili.
Quel faccino mogio era dovuto solo alla stanchezza!
La sera del primo giorno di scuola Edo è crollato alle 19.30.
Prima di addormentarsi però finalmente mi ha raccontato ogni minimo dettaglio.
È contento!
È sereno!
È entusiasta!
Certo, al mattino si fa fatica a svegliarsi ma quando esce alle 16.30 è sorridente e ansioso di raccontarmi tutto.
Sono stata accontentata: ho la maestra che volevo.
Sono stata fortunata: Edo è in classe con un compagno di scuola materna più qualche viso conosciuto (parco e attività varie)
Rimangono comunque molti interrogativi ma è inutile chiedersi come andrà, "lo scopriremo solo vivendo", no???
Alle 12 sono già davanti al portone della scuola.
L'attesa mi sembra interminabile.
Finalmente suona la campanella.
Scorgo la maestra di Edo seguita da una coda di bambini.
Cerco di individuare Edo tra tutte quelle testoline e occhietti che scrutano la folla che li circonda in cerca di un volto familiare.
Non vedo Edo.
Mani veloci afferrano (si direbbe a caso) i bambini che passano e li allontanano rapidamente dal caos.
La coda di bambini è ormai praticamente terminata.
La maestra abbraccia i pochi rimasti in attesa che qualcuno si faccia avanti per reclamarne i diritti.
Una sensazione di sconforto mi assale...
Dov'è Edo?
E già me lo immagino rotolare giù dai due piani di scale sotto il peso di quello zaino più grosso di lui.
Improvvisamente vedo sbucare dalla scala il suo viso.
Affronta gli ultimi gradini come se stesse scendendo dalla più ripida delle montagne.
Avanza lentamente.
Ha ancora que colorino grigio in volto e quell'aspetto di statua.
Mi vede e mi raggiungere intrufolandosi tra tutte quelle mani ancora in cerca di qualcosa, o meglio di qualcuno, da afferrare perché nel frattempo è uscita un'altra classe.
Lo sollevo, in parte per timore che me lo schiaccino, in parte perché non sto più nella pelle.
Lui mi rivolge un mezzo sorriso e un "ciao" secco.
Nella mia mente già si susseguono pensieri catastrofici.
Perché è così serio?
Cosa sarà successo?
Gli avranno fatto qualcosa?
Gli avranno detto qualcosa?
Si sarà trovato in difficoltà ad aprire la merenda? Ma no, l'ho messa nel tupperware che si apre anche solo guardandolo.
Avrà avuto problemi con i pantaloni? Ma sono quelli con l'elastico, normalmente è indipendente.
Ma...? e se...? forse...?
Intanto sfodero il migliore dei miei sorrisi e mentre lotto con la folla guadagnandomi l'uscita cerco di carpire qualche informazione.
"Com'è andata?"
"Bene."
"Cos'avete fatto?"
"Non mi ricordo."
Eh no, bello di mamma, non ci siamo! Vuoi lasciarmi a crogiolare nel dubbio e nell'incertezza e condannarmi a morte sicura???
Capisco che non sarà facile ottenere un resoconto della giornata.
Cerco di rimanere indifferente, come se non m'interessasse poi così tanto essere resa partecipe di quest'avventura appena iniziata.
Mi limito a fargli capire che sono contenta di riaverlo con me.
Lentamente il ghiaccio sotto cui si è rintanato stamattina si scioglie.
Prima appare un sorriso.
Poi un bacio.
Poi una risata.
A casa lo lascio mangiare tranquillo poi gli metto un cartone.
Quando è totalmente assorto nel suo mondo decido di riprovarci e gli butto lì un "Qual'è stata la cosa più bella della giornata?"
Senza distogliere lo sguardo dalla tv mi sorprende con un "Non saprei...tutte"
Non contenta ci riprovo: "E la più brutta?"
"Nessuna, è stata una giornata bellissima!"
...
Come sempre, da mamma apprensiva come sono, mi sono fatta dei film inutili.
Quel faccino mogio era dovuto solo alla stanchezza!
La sera del primo giorno di scuola Edo è crollato alle 19.30.
Prima di addormentarsi però finalmente mi ha raccontato ogni minimo dettaglio.
È contento!
È sereno!
È entusiasta!
Certo, al mattino si fa fatica a svegliarsi ma quando esce alle 16.30 è sorridente e ansioso di raccontarmi tutto.
Sono stata accontentata: ho la maestra che volevo.
Sono stata fortunata: Edo è in classe con un compagno di scuola materna più qualche viso conosciuto (parco e attività varie)
Rimangono comunque molti interrogativi ma è inutile chiedersi come andrà, "lo scopriremo solo vivendo", no???
Iscriviti a:
Post (Atom)












