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venerdì 22 aprile 2011

Venerdì del libro: "I'm short"


Il mio giretto in libreria ha dato i suoi frutti così per questo "Venerdì del libro" vi parlo di un libro in versione bilingue inglese-spagnolo. Cercavo per Edoardo qualche libro in inglese di facile comprensione, questo indubbiamente lo è: le frasi sono brevi e praticamente è un elenco di azioni. Il libro però mi ha colpito innanzitutto per il titolo: "I'm short" - "Sono basso". Che dire, sembrava fosse stato scritto apposta per Edo!!! Quando l'ho aperto non ho potuto fare a meno di sorridere, la prima frase è "I'm short and so what?": io a Edo dico sempre "sei basso? Chi se ne frega!". Oggi niente foto, ma vi riporto il testo:

I'm short and so what?
I can run.
I can swim.
I can read.
I can jump.
I'm short and so what?I
I can sing.
I can think.
I can kick.
I can hug.
I'm short and so what?
I can count.
I can yell.
I can laugh.
I can cry.
I'm short and so what?
I can play with my friends,
with my dog,
or three cats.
Tall or short,
This or that.
Cute or ugly.
You know what?
I am me.
And I like that.

mercoledì 20 aprile 2011

Volare ooh ooh


Ieri abbiamo preso l'aereo per la Spagna.
Ieri in aereo ero seduta tra Edo e un ragazzo ventenne alla sua prima volta in aereo che per tutta la durata del volo mi ha fatto domande.

Pre-decollo
Edo: "Mamma mi dai la caramella da ciucciare così non mi fanno male le orecchie?"
Ventenne:
-"Signora, lei è la prima volta che vola?"
-"Signora, mi scusi, mi sa dire come si allaccia questo" (la cintura)
A quel punto gli ho chiesto se avesse spento il cellulare...per fortuna non eravamo ancora decollati...

Decollo
Edo: "Mamma, lasciami il braccio, non ho paura!"
Ventenne: "Signora, mi scusi, è normale tutto sto rumore?"

Durante il volo
Edo colora un disegno, mangia un ovetto kinder e gioca con la relativa sorpresa.
Ventenne:
-"Signora ma l'atterraggio com'è?"
-"Signora, tutto a posto? No, sa, la vedevo un po' tesa" (stavo solo cercando di ascoltare il pilota)
-"Ma non dovrebbero stare tutti seduti?" (riferito alla gente che va in bagno)
Sente il rumore dello sciacquone e mi guarda con gli occhi sgranati.
Ogni volta che il pilota o le hostess parlano mi guarda con fare interrogativo e sono costretta a tradurre o semplicemente spiegare visto che il 99% delle volte parlano anche in italiano.

Atterraggio
Edo: "Posso fare un pisolino?"
Ventenne:
-"Oddio!!! Ma perchè si muove così???"
-"Ma non cambia direzione un po' troppo spesso?"
-"Ma perchè non frena???"

A Edoardo mancavano giusto gli occhiali da sole tipo Tom Cruise in Top Gun. Che figo mio figlio quando fa il duro :D

Mi sono divertita un sacco a rispondere al ragazzo, faceva quasi tenerezza. Al primo "signora" l'ho fulminato con lo sguardo, alla fine avremo avuto massimo 9 anni di differenza, che sarà mai!!! Mi fa ancora strano sentirmi chiamare signora, però niente da dire, il ragazzo era proprio educato, mi ha persino offerto i biscotti che si è comprato!

Dopo questa magnifica esperienza in volo finalmente siamo giunti in Spagna quindi se nei prossimi giorni trascurerò un po' il mio e i vostri blog abbiate pazienza :D

venerdì 15 aprile 2011

Venerdì del libro: miracoli della natura

Oggi, per il Venerdì del libro di Homemademamma vi presento due libretti in spagnolo che purtroppo credo non siano stati tradotti in italiano ma che so per certo che esistono anche in inglese.

A dicembre avevo visto con Edo un programma sulla metamorfosi del bruco in farfalla ed Edo mi aveva chiesto di procurargli un libro che spiegasse il ciclo vitale della farfalla. La ricerca è stata piuttosto difficile, i libri che trovavo mi sembravano troppo tecnici o troppo superficiali finchè a Natale, a San Sebastián ho trovato il libro che faceva al caso nostro:


"HABÍA UNA VEZ UNA ORUGA" che in italiano sarebbe "C'era una volta un bruco" e che nella versione originale inglese s'intitola "Once There Was a Caterpillar".
So che starete pensando "sì va beh, ma se io lo spagnolo/inglese non lo so...". Ho scelto di presentarvi questo libro (e quello di cui vi parlerò fra poco) nonostante l'ostacolo della lingua, perchè credo che le figure siano così esplicite e ben fatte che ne fanno un fantastico punto di partenza da cui prendere ispirazione per spiegare la metamorfosi del bruco in farfalla.
Vi riporto qualche immagine e spiegazione del libro.


Ecco qui come spiega che il bruco esce dalle uova che sono attaccate alle foglie con tanta forza che è praticamente impossibile staccarle. Immediatamente il bruco si mette a mangiare foglie e cresce tanto che presto è costretto a cambiare pelle.


Poi quando sono già belli cicciottelli si arrampicano su un albero, cambiano nuovamente la pelle e si appendono a un ramo o a una foglia. Costruendosi una specie di guscio che si chiama crisalide e che sembra una foglia in modo da nascondersi tra le foglie dell'albero ed essere protetti.



Dentro alla crisalide ha inizio la metamorfosi e il bruco inizia a cambiare e gli crescono lunghe zampe e ali. Quando la metamorfosi è completa la farfalla rompe la crisalide ed esce


Ma la storia non finisce perchè la farfalla poi tornerà allo stesso albero per deporre le uova: è ciò che chiamiamo il ciclo vitale.



Il secondo libretto "HABÍA UNA VEZ UN RENACUAJO" ("C'era una volta un girino", "Once There Was a Tadpole") è su un altro ciclo vitale: quello della rana. Anche in questo caso sono dei bambini che attraverso le loro esplorazioni e osservazioni, spiegano ai lettori come fanno i girini a diventare rane.


Enrambi i libri fanno parte della serie "Milagros de la naturaleza" cioè "Miracoli della natura" a cui appartengono altri due titoli ""Había una vez una semilla" ("C'era una volta un seme") e "Había una vez una gota de lluvia" ("C'era una volta una goccia di pioggia").

giovedì 14 aprile 2011

Aspettando la Pasqua

In questi giorni ci siamo dedicati a vari lavoretti a tema pasquale.
Abbiamo iniziato con le tradizionali uova dipinte a cui abbiamo aggiunto anche quantità industriali di brillantini.



Poi Edo e La Nonna hanno scovato in cartoleria dei magnifici adesivi e trasferelli per uova(di cui ignoravo l'esistenza...)



Poi abbiamo creato un pulcino che esce dal guscio.




Ed una colomba con cotone e carta crespa.


E per finire le vetrofanie!!!



lunedì 11 aprile 2011

In gita al Castello di Fénis



Da un po' di tempo avevo voglia di portare Edo a visitare un castello; l'argomento castelli e cavalieri lo affascina e mi sembrava che per lui potesse essere una bella esperienza.
Cosi sabato, approfittando della bellissima giornata e del fatto che questa è la SETTIMANA DELLA CULTURA e quindi non si pagava il biglietto d'ingresso, siamo andati in Valle d'Aosta a visitare il Castello di Fénis.

Abbiamo lasciato la macchina nel parcheggio indicato dai cartelli e da lì, attraversando un area per pic-nic in cui Edo si è intrattenuto per una scalata, siamo passati in una stradina isolata che offriva un bellissimo scorcio di castello e montagne ed abbiamo raggiunto in una decina di minuti il castello.






Una volta dentro al castello Edo si è dimenticato di noi e si è messo a seguire la guida: era sempre il primo della fila!!! È rimasto affascinato dal gigantesco camino, dalle sedie a tre gambe così costruite per avere più stabilità a causa delle irregolarità del pavimento, dal cortile affrescato e soprattutto dal racconto della guida di come dormivano seduti perchè in tempo di guerra sdraiarsi era di mal auspicio. Terminata la visita guidata durata circa mezz'ora, siamo tornati all'area pic-nic e dopo aver consumato il nostro pranzo al sacco siamo passati alla bellisima area giochi.





A mezz'oretta da Fènis ci sono altri castelli: Verrès, Issogne, Arnad, Bard, Pont-Saint-Martin. Noi abbiamo preferito goderci a pieno quello di Fénis così da rendere l'esperienza più speciale e per avere una scusa per tornare ma si può tranquillamente visitarne almeno un paio nell'arco di una giornata.

venerdì 8 aprile 2011

Sto impazzendo???

Aiutoooo!!! Vi prego qualcuno mi aiuti!!! Sono sicura di aver letto un commento credo al post sulla diversità, in cui una mamma mi raccontava di suo figlio che alla scuola materna è in classe con una bimba che passa da momenti di calma a momenti in cui salta addosso agli amichetti . La mamma diceva di aver cercato di spiegare al figlio che qualcosa nel cervello della bimba funzionava male e a volte diventava un po' più aggressiva perchè non riconosceva più i suoi amici. Mi ricordo troppi particolari, non posso essermelo inventata!!! Oggi in libreria ho visto un libro che mi sarebbe piaciuto consigliare alla mamma in questione ma quando sono tornata e ho cercato il commento per vedere di chi si trattasse non l'ho più trovato. Sparito. Volatilizzato. Ditemi che l'avete letto anche voi, please, ditemi che non sono pazzaaa!!! Se l'autrice del misterioso commento dovesse passare di qui per favore dimmi che eri tu!!! Non posso essermelo inventato! Vero???

Venerdì del libro: "Mi fai un po' paura"


Il ragazzo con la cresta, l'autista dell'autobus, la direttrice della scuola, il maestro di canto, l'adetta alla mensa, l'infermiere e la compagna di banco che parla da sola fanno un po' paura alla protagonista del libro. La bambina però sa che se conoscesse queste persone, sicuramente non le farebbero più tanta paura perchè anche lei ha una sorella che gli altri giudicano maleducata e rumorosa ma che si diverte facendo giocare i suoi fratelli, spazzolandole i capelli e dipingendole le unghie e un papà vigile che sgrida chi passa col rosso ma che il venerdì sera porta tutta la sua famiglia fuori a cena. Un bellissimo libro che insegna che spesso l'apparenza inganna e che bisognerebbe sempre saper guardare oltre prima di arrivare a conclusioni affrettate.
Questo post partecipa al Venerdì del libro di Homemademamma.
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